postato da Nerotizi alle ore 16:38
domenica, 23 luglio 2006
Per me è giunto finalmente il momento di staccare la spina per un pò e di godermi qualche giorno di meritato riposo.
Da domani tutto sarà messo in stand by, compreso il blog, fino a data da definirsi.
Me ne vado in Sardegna per una settimana e poi dove mi porteranno i voli low cost o i pacchetti last minute.
Tornerò a postare non prima di Settembre, ma non è escluso che ogni tanto torni a fare una capatina sul blog e magari a rispondere a qualche commento.
Auguro buone vacanze a tutti i miei lettori, ai miei amici e a tutti gli altri bloggers.
Arrivederci.
postato da Nerotizi alle ore 15:00
lunedì, 17 luglio 2006
Nel 1941 il libraio Milton Luboviski invita Miller a scrivere a pagamento una serie di racconti che avessero come argomento il sesso: a me sembra di vederlo con questi occhi, il caro Henry, sfregarsi le mani e gettarsi a capofitto nell'argomento che più d'ogni altro predilige ed ama, elemento centrale ed essenziale della sua poetica.
Ne esce fuori un libro di pura perversione dove lo scrittore americano da sfogo a tutta la sua fantasia: ce n'è per tutti i gusti, dalla cara mammina che si fa pisciare in faccia dalla figlia ed in culo dal figlio alla nana che si fa fottere dal cane.
Non c'è trama, l'unico filo conduttore è la fica. Alf, il protagonista, salta da un'orgia all'altra, da una puttana all'altra, da una depravazione all'altra. Lo sfondo è la Parigi dei Bohemien, la Parigi del peccato, di Pigalle e di Clichy. L'atteggiamento quello tipicamente strafottente ed irriverente del Miller parigino.
Persino nell'ambiguità del titolo si intuisce uno sforzo di fantasia perversa: pistor in latino vuol dire mugnaio, che in inglese si dice miller; quindi opus pistorum sta per opera di Miller, ma anche per opera del mugnaio, cioè di uno che pesta in un mortaio (a buon inteditor...)
Da leggere solo dopo essersi fatti una bella cultura milleriana, altrimenti si rischia di fraintendere l'intera produzione dello scrittore che poco o nulla ha a che vedere con questo libro del tutto particolare. A tratti durante l'avvicendarsi delle vicende e nel finale si coglie il Miller autentico e la sua visione apocalittica della realtà e dell'eros, ma è appena un alito di vento tra le righe.
postato da Nerotizi alle ore 20:22
martedì, 11 luglio 2006
Vorrei che tu fossi qui
Pazzo diamante
postato da Nerotizi alle ore 19:05
lunedì, 10 luglio 2006
Adesso anche la nostra generazione ha la sua Coppa del Mondo, i suoi eroi, la sua notte di gioia infinita.
Grazie ragazzi, sarà difficile cancellare il ricordo della vostra impresa memorabile, dei momenti di gioia, degli attimi di tensione e a volte anche di dolore che ci avete fatto vivere.
Grazie alle manone paratutto di Buffon, alla perfezione di Cannavaro, ai gol e ai fallacci di Materazzi, alle imprese di Grosso, alle giocate di Zambrotta, ai colpi da fuoriclasse di Pirlo, alla grinta di Gattuso (immenso nell'intervista con la coppa nella mano destra e una Bud nella sinistra), al nervosismo di Camoranesi, al rigore di Totti, ai gol fatti e mancati di Toni e Gilardino, alla fortuna di Inzaghi, alla classe di Del Piero, alla marcatura di Iaquinta, all'autogol di Zaccardo, alla buona prova di Barzagli, alla gomitata di De Rossi, all'ubriachezza di Oddo, alle presenze di Nesta e Barone, a Peruzzi, Amelia, De Sanctis e Bonera che se lo sono goduto dalla panchina. E un grazie infinito a Lippi, ai suoi sigari, alle sue battute, alle sue uscite antipatiche con i giornalisti.
Grazie!
postato da Nerotizi alle ore 16:27
sabato, 08 luglio 2006
Che dire...cazzo! ...e poi silenzio...
Questa è stata la mia reazione appena ho chiuso il libro di JT Leroy e l'ho riposto in libreria. Me ne sono stato lì, sul letto, tramortito, sconvolto, ebete.
"Ingannevole è il cuore più di ogni cosa" è un libro che alla terza/quarta pagina si alza in piedi e ti riempie di botte e continua a suonartele di santa ragione finché non inizi a sanguinare odio, dolore, compassione, affetto, disgusto...
L'odore di merda ti sale alle narici, ti riempie la testa, ti torce lo stomaco...poi ti accorgi che è diverso, che non è il solito odore di merda: c'è qualcosa di strano, di dolce e perverso; un retrogusto nuovo, difficile descriverlo, difficile identificarlo, difficile toglierselo dalla bocca...
Operazione commerciale o dramma reale, se leggi JT Leroy non te lo scrolli più di dosso.